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NUOVO CIMITERO DI ORTONA

Progetto:  Giovanni Vaccarini

Cronologia:  Progetto: 2005; realizzazione: 2005-2006

Concessionario ed esecutore:  Consorzio PROGETTI & FINANZA 

Collaboratori:  Cosimino Casterini

Committente:  Amministrazione Comunale Ortona 

Località:  Ortona (Ch)

Il cimitero è uno dei luoghi della memoria collettiva in cui sono custoditi i segni dello scorrere degli eventi. Passeggiare in questi luoghi riporta tutte le nostre fatiche ad una dimensione sempre misera a confronto con lo scivolare del tempo.

Il cimitero di Ortona, da questo punto di vista, si carica di ulteriore potenza evocativa nel ricordarci le migliaia di vittime dell’ultimo conflitto mondiale. La città abruzzese è stata infatti uno degli ultimi baluardi difensivi dell’armata tedesca che si ritirava a nord sotto la pressione degli alleati che avanzavano; la città ha pagato un prezzo altissimo di vittime ed è stata quasi completamente distrutta. Poco distante il cimitero di guerra canadese, con la sua semplicità evocativa, è dirompente anche nel visitatore più distratto (nella mia memoria un sensazione simile è paragonabile soltanto al cimitero dei caduti per la catastrofe del Vaiont).

Come nella città dei vivi, il sedimentarsi degli interventi di ampliamento del recinto sacro del cimitero ha rispecchiato le vicende delle epoche di appartenenza. È difficile ritrovare un “disegno” negli ampliamenti degli ultimi decenni, né nelle regole insediative, né nelle ragioni dei singoli manufatti; probabilmente ciò riflette l’incertezza e lo scollamento culturale che si è vissuto durante  quello che grossolanamente possiamo definire come l’epoca “dell’industrializzazione di massa”.

 

 

L’area di intervento è l’ultima porzione di suolo a disposizione per l’ampliamento del cimitero. Posizionata all’estremo nord del perimetro cimiteriale è collocata sul crinale di un colle che guarda verso il mare: panorama di straordinaria bellezza e suggestione.

 

L’idea di progetto è quella di strutturare un sistema insediativo che si faccia carico di questa duplice condizione: _terminale dell’impianto cimiteriale (una sorta di testata contrapposta all’ingresso principale)  _elemento del/sul paesaggio (che, dunque, dialoghi con questa presenza ambientale molto forte).

Il progetto tenta di dare risposta ai due enunciati principali attraverso alcuni dispositivi:

_la geometria: la struttura insediativa riprende le geometrie dell’impianto storico del cimitero, ne definisce un dialogo a distanza fatto di allineamenti, adiacenze, punti di collimazione.

Il risultato è un impianto sostanzialmente a pettine in cui delle “dita” (i corpi di fabbrica) utilizzano nel loro disporsi un graticcio di allineamenti (un codice a barre) che dialoga con l’impianto del cimitero.

 

_ il paesaggio: i corpi di fabbrica filiformi si aprono sul paesaggio scardinando anche uno dei componenti canonici del sistema cimiteriale: il recinto. 

La forza della presenza paesaggistica apre il muro di cinta in scaglie che inquadrano il paesaggio; il mare diventa uno degli elementi di dialogo dell’architettura, la muratura, tagliata, è alla costante ricerca di punti di vista, di affacci.

 

_il declivio: il sito in pendenza ha informato una organizzazione su due livelli raggiungibili alle due quote principali del progetto. I corpi di fabbrica si pongono come degli elementi di cucitura dei vari salti di quota.

 

_i materiali: i materiali del progetto sono essenzialmente due: il rivestimento in pietra e l’intonaco. I corpi di fabbrica sono pensati come dei volumi monolitici “tagliati” da geometrie che come traccianti invisibili producono tagli e lacerazioni; i volumi sono rivestiti in pietra, le sezioni lasciate scoperte dai “tagli” sono in intonaco bianco.

Il rivestimento è realizzato con una pietra grezza con forti variazioni cromatiche, l’idea è quella di una moltitudine di pixel. Il suo è un uso “scarno”, le fughe tra i vari ricorsi sono state lasciate aperte per rivelare la teoria di fili che si inseguono ed intrecciano e che talvolta creano delle fessure che governano le altezza degli elementi di chiusura disegnandone il partito architettonico.