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PIAZZA SAN LEONE
Slittamenti

Progetto:  Giovanni Vaccarini

Cronologia:  2006

Collaboratori:   Flavia Benigni, Emanuele Ceresoni, Stefania Palanca

Località:  Catania

La piazza è il luogo urbano per eccellenza, un condensatore sociale. Essa è disegnata oltre che dal “vuoto”del tessuto dell’edificato, dagli spazi che la definiscono.

L’area studio individua un’area ibrida, probabilmente più simile ad un’area di risulta della viabilità che ad uno spazio relazionale con una valenza simbolica nella memoria collettiva. L’area è parte della fascia periferica della città di Catania presentandosi priva di una propria connotazione ed identità.

Il progetto tenta di mettere in crisi il concetto di piazza come luogo di sosta e di ribaltarlo in luogo delle percorrenze e delle connessioni reinterpretando la “strada” come ambito della socializzazione.

L’intera piazza è stata pensata come la messa in scena della mobilità pedonale tra le principali polarità attualmente presente e quelle future. Essa è disegnata dallo slittamento di una serie di piani che raccordano le quote dell’attuale piazza con Via Pisacane e l’Istituto tecnico Cannizzaro.

Il progetto recupera e valorizza le essenze arboree esistenti ponendole come elementi focali di un disegno della piazza come metafora di un macrocircuito stampato.

La luce è uno dei materiali “immateriali” che il progetto di questo nuovo spazio (ibrido, molteplice) ha sul tavolo di lavoro; di giorno con forti contrasti tra la pavimentazione rosso ruggine e le ombre portate; di notte con un sistema di tagli luminosi che definiscono i percorsi.

La figurazione della frana contiene la doppia metafora: 

- quella figurativa dello slittamento dei piani

- quella simbolica della crisi di uno spazio semplicemente perimetrato su di una mappa e chiamato piazza.