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LA CASA DEL FUTURO
Una riflessione sullabitare

 

Progetto:  Giovanni Vaccarini 

Cronologia:   2006

Collaboratori:  Andrea Di Felice, Ilenia Paesani

 

Abitare, ovvero l’insieme sistematico di segni, tesi ad insediare uno spazio;

il lavoro indaga appunto questo campo di segni intesi sia come ambito socio-culturale che semantico.

L’idea è quella di definire uno spazio fluido, un “tessuto” con una serie di elementi (scaglie) che si autorganizzano attorno  al campo degli usi possibili, un corpo/tessuto, una sorta di abitacolo da “indossare”.

Il tessuto, costituito da una serie di elementi scagliformi, è l’argomento compositivo principale, esso è composto da partizioni/contenimento flessibili che organizzano gli spazi strutturati per fasce funzionali . 

La strategia compositiva si articola secondo una serie sequenziale di punti :

1_volume – il concetto consolidato di volume viene messo in crisi nella sua visione monolitica a favore di una visione disarticolata delle parti; un organismo, un corpo.

2_superficie – la “pelle” è l’elemento che contiene il corpo prima descritto 

3_ superficie a spessore – la pelle da semplice superficie bidimensionale acquista un suo spessore significativo, una dimensione funzionale ma anche spaziale;

4_superficie/tessuto-corpo – la superficie a spessore appena configurata da “pelle”, ancorché a spessore, diventa essa stessa il corpo, il tessuto/abitacolo.

 

In questo campo nuovo, appena descritto, il concetto classico di tipo/tipologia appare subito inadeguato a descrivere spazi più simili alla configurazione di spore (scaglie) in un campo magnetico (campo degli usi possibili)  che alla fissità di una qualsivoglia conformazione. 

L’organizzazione dello spazio è per campi/aree : _area collettiva (servizi, soggiorno, studio/ufficio, studio/terrazzo, ecc)  _area ludica (patio, palestra, solarium,musica, biblioteca, ecc )  _ aree individuali  (abitacoli individuali); le aree tematiche occupano lo spazio secondo uno schema a crescita variabile sia in funzione della variabile tempo che in funzione dei gruppi differenziati di utenza.

L’abitare è un’azione fortemente orientata sull’utenza, un’utenza plurima, in continua modificazione che costantemente “plasma” il proprio abitacolo, un abitacolo utensile che assume forma/uso.

La scommessa è quella di pensare uno spazio non gerarchicamente strutturato la cui flessibilità organizzativa si interfacci con i possibili usi molteplici di altrettanti molteplici utenti.

 

 

Alcune parole chiave :

 

_utenza (differenziata);

_inclusione (di spazi nuovi); questo aspetto porta da un lato a riflettere sulla possibilità di avere degli spazi lavorativi ricompresi all’interno dell’abitazione (telelavoro, home office, ecc..) e da un altro a considerare il contrarsi del tempo dedicato al lavoro a favore del tempo libero.

In quest’ultimo caso l’abitazione trasforma (anche in maniera temporanea) alcuni dei suoi spazi consueti in spazi polivalenti dedicati alla leisure (palestra, solarium, sala gioco, sala ascolto musica, ecc…). 

_flessibilità; per rispondere in maniera diversificata  ad una domanda di alloggi “on demand”   (fortemente personalizzati e flessibili dalle configurazioni multiple, quasi come  un’automobile contemporanea). Ogni unità abitativa (come in un organismo vivente), tende a conformarsi nelle forme che consentano un equilibrio delle parti includendo il maggior spazio aperto possibile.

_interno/esterno; Il volume architettonico viene colonizzato da una serie di pixel verdi che, dal suolo, invadono anche le singole unità abitative; non vi è soluzione di continuità tra la sistemazione del suolo (le aree esterne attrezzate) e l’edificio; il tutto costituisce un continuum di parti verdi in cui naturale ed artificiale si con fondono.

 

_tessuto/corpo

La scrittura, dunque, sgorga dal piano dell’inscrizione poiché si produce in seguito ad un arretramento e uno spostamento non percettibile (cioè non faccia a faccia ; e intanto di primo acchito non alla vista ma al tracciato), che suddivide il supporto in corridoi quasi a ricordare il vuoto plurale in cui essa si realizza – essa è soltanto in superficie, essa viene a tessersi in superficie, essa è delegata da un fondo che non è un fondo verso una superficie che non è più superficie ma fibra – l’ideogramma rientrando così nella colonna (tubo o scala) e sovrapponendosi come una complessa barra liberata al monosillabo nel campo della voce : questa colonna può essere definita come il << polso vuoto >> in cui appare, in primo luogo, come <>, il soffio che attraversa il braccio incavato, l’operazione perfetta dovendo essere quella della << punta celata >> ovvero dell’ << assenza delle tracce >>.

Philippe Sollers, sur le materialisme, 1969