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APM INFRASTRUTTURE
Nuova Sede della Provincia di Perugia

 

Progetto architettonico e urbanistico:   Giovanni Vaccarini, Paolo Belardi, Simone Bori, SAB (Stefano Adriani, Pierpaolo Papi, Barbara Bottausci), PROGER (Umberto Sgambati)

Cronologia:    progetto: 2007 

Collaboratori:   Marco Armeni, Barbara Bottausci, Francesca Di Giannantonio, Le Fucine Art & Media, Luca Martini, Attilio Mauri, Stefania Palanca, Francesco Piselli, BDO-3.0 (Fabio Baldoni, Luca Cesaretti, Andrea Quadrati)

Committente:  Comune di Perugia

Località:  Perugia

Pur essendo occupata da un tessuto edilizio frammentario, l'area di concorso costituisce un recinto inattraversabile, che impedisce sia i collegamenti pedonali est-ovest (tra l'area attrezzata di via Pigafetta e il terminal del Minimetrò) sia i collegamenti pedonali nord-sud (tra i quartieri residenziali Madonna Alta-Cortonese e l'area sportiva di Pian di Massiano), è compresa fra due infrastrutture trasportistiche in sede propria (Rete Ferroviaria Italiana, Minimetrò), è coronata da un terrazzamento sinuoso su cui insistono macchie di alberature pregiate e presenta un disegno planimetrico cuoriforme, ritagliato da un anello viario di progetto che, ad eccezione dell'angolo occupato dalla sede della Questura, la perimetra senza soluzione di continuità.

La prima idea del progetto è di connettere le pendici di monte Morcino con la collina artificiale di piazza Umbria Jazz mediante un parco pensile che, tagliando l'area in direzione est-ovest, raccoglie e distribuisce i flussi pedonali provenienti sia dai mezzi di trasporto pubblici (metropolitana di superficie, minimetrò, autobus urbani e autobus turistici) sia dai mezzi di trasporto privati (parcheggi a raso e pluripiano).

La seconda idea del progetto è di connettere il quartiere di via Cortonese con l'area sportiva di Pian di Massiano mediante un asse attrezzato che, tagliando l'area in direzione nord-sud, ordina le attività direzionali e commerciali marginandole con due poli istituzionali, quali la Provincia di Perugia e la Biblioteca Augusta, che si confrontano rispettivamente con il carattere intensivo della città e con il carattere diradato della campagna.

La terza idea del progetto è di concentrare parte della volumetria in una torre direzionale che, celebrando la necessità di un presente duraturo, risolve l'articolazione compositiva tra il parco pensile e l'asse attrezzato con un landmark, fondante quanto augurale, volto a conferire una forte riconoscibilità a una componente urbana altrimenti priva di un'identità figurativa autonoma.

Il progetto riserva una particolare attenzione sia al risparmio energetico, perseguito con l'ottimizzazione dell'orientamento degli edifici residenziali secondo gli assi eliotermici, sia all'utilizzo di tecniche bioclimatiche, espresso dall'introduzione di facciate vetrate a doppio involucro negli edifici direzionali, sia alla produzione di energia alternativa, esemplificata dal giardino eolico previsto in corrispondenza del versante esposto ai venti settentrionali.

I materiali che qualificano il progetto derivano dal carattere innovativo di un habitat eco-logico che utilizza in chiave compositiva tecnologie avanzate quali i pannelli fotovoltaici colorati, le pale frangisole e i giardini verticali.