i
CA' POZZI

Progetto:   Giovanni Vaccarini

Cronologia:   progetto: 2011

Collaboratori:  Francesca Di Giannantonio, Luisa Di Blasio, Vincenzo Moretti, Pasquale Dacchille, Alice Cerigioni

Modellazione 3D:   Giampietro Di Pietro, Marco Scuderi

Località:  Luina (MI)

 

Concept insediativo

Pensare un un nuovo tessuto residenziale sull’area di Cà Pozzi significa interrogarsi su quali siano i

principi ispiratori (e le geometrie regolatrici) del sistema insediativo in un’area/isola sostanzialmente

isolata all’interno di un “lago verde”.

Il progetto propone una struttura portante dell’insediamento che si appoggia a due dispositivi :

- carta delle isohelie , ovvero la messa a punto di una mappa delle curve lungo il quale la dislocazione

permetta le stesse condizioni di radiazione solare.

un principio sostanzialmente “vegetativo” che in natura porta qualsiasi entità vivente ad “orientare” la sua

crescita secondo la geometria che permetta la migliore fruizione di luce, sole, acqua, ecc...

questa geometria è la risultante tra questo naturale tendere verso gli elementi vitali e le asperità e

contingenze che vi si frappongono .

Le isoterme sono orientate secondo l’asse est-ovest;

i corpi di fabbrica degli edifici, anch’essi orientati secondo l’asse est-ovest, presentano i lati principali

esposti a sud, parte su cui sono sistemati i giardini e le aree esterne di pertinenza;

sul lato nord sono sistemati tutti gli accessi carrabili ed i parcheggi a raso.

- i filamenti verdi;

un sistema di movimenti di terra (piantumato con essenze arboree a foglia caduca) definisce gli ambiti di

pertinenza delle singole residenze;

i filamenti verdi, rappresentano degli elementi di definizione dello spazio che evita di introdurre la

recinzione.

Un sistema “nervoso” che nasce/appartiene dal/al suolo.

L’idea è quella di mutuare da elementi che appartengono alla natura del sito l’insieme di segni che lo

abitano: non un pezzo di tessuto urbano circondato dalla natura, ma, una porzione di natura che “muta”

in spazi abitati ibridando il proprio codice genetico.

Cà Pozzi rappresenta una nuova “alleanza” tra la tecnologia e la natura, una nuova visione integrata e

sistemica dello sviluppo che si declina in una politica energetica ecologicamente sostenibile ed in un

intervento architettonico/paesaggistico capace di misurarsi sia con l’ambiente locale (il sito) che con l’

ambiente globale che ogni azione implica (Life Cycle Assessement (LCA)).

Le caratteristiche paesaggistiche del sito impongono al progetto di misurarsi con questo brano di

paesaggio rurale con gli strumenti che appartengono al disegno del suolo (piantumazioni, modellazioni

del terreno, allineamenti, ), strumenti che ci accostano alla dimensione rurale di insediare un territorio.

 

infrastrutture, sottoservizi, unità di vicinato

Il sistema insediativo appena descritto strutturato secondo le isolelie e i filamenti verdi costruisce un

sistema a “foglia” innervato dal tracciato della viabilità carrabile .

La spina dorsale del tracciato stradale diventa anche il sistema distributore dei sottoservizi a cui sono

collegate le unità residenziali.

Il progetto interviene sui seguenti aspetti :

a) tracciato

pur considerando prioritario intervenire recuperando i tracciati esistenti, si ritiene importante

poter individuare due rami distributori (come già previsto dal piano attuativo) connessi nella

parte iniziale dell’ingresso all’area per le seguenti ragioni:

- l’area individua sostanzialmente due unità di vicinato distribuite da due rami distinti;

le due aree corrispondono a quelle attualmente esistenti poste a due distinte quote.

La biforcazione della viabilità avviene in un punto in cui le due “placche” si trovano a quote

corrispondenti, consentendo una percorrenza con dolci pendenze, evitando il brusco raccordo

oggi esistente e confermata nella viabilità di piano attuativo.

La soluzione proposta non modifica il totale della superficie coperta occupata dalla viabilità.

L’individuazione delle due unità (di dimensioni modeste) permette di dividere i flussi veicolari

circoscrivendo le due zone come entità autonome , anche dal punto di vista della gestione delle

relazioni sociali di vicinato.

- si intende considerare una ridotta sezione stradale, anche in considerazione delle attuali

dimensioni della carreggiata di ingresso stretta tra la recinzione di “villa Segrada” e il filare di

Betulle.

La carreggiata sarà sagomata per consentire un incrocio tra due vetture e/o un mezzo pesante

(attraverso piccoli slarghi e vie di fuga)

b) materiale

Nella costruzione del nastro stradale si intende introdurre come strato superficiale di usura una

pavimentazione continua in cemento pigmentato con inerti locali (sistema del tipo “levocell”),

pensando la strada come una sorta di “solidificazione” del suolo esistente.

c) dislocazione e tipologia di sottoservizi

L’idea di progetto è quella di sistemare i sottoservizi in due fasce inerbite poste ai bordi della

carreggiata; ciò rende semplice l’intervento di allaccio e manutenzione (anche in considerazione

di realizzazione per fasi successive) evitando di intervenire sulla carreggiata .

In una delle alternative progettuali è prevista la possibilità di evitare completamente la distribuzione del

gas metano; tutte le residenze ed i servizi non residenziali sono climatizzati (con produzione di acqua

sanitaria) con pompe di calore elettriche che utilizzano lo scambio sul posto con i pannelli fotovoltaici, le

cucine sono pensate con piani cottura ad induzione.

Un approccio per sistemi, con l’idea che il suolo e le parti abitate possano costituire un unico organismo.

 

concept

L’idea di progetto è quella di considerare le architetture all’interno del parco Cà Pozzi come parte

integrante del suolo;

Gli edifici negli alberi sono pensati come le rocce affioranti esitenti, elementi che appartengono al suolo

che con un operazione tettonica affiorano dal terreno , vi si sporgono a cercare affacci e punti di vista :

un sasso.

Dalla suggestione di un sasso raccolto sul sito si innesca un processo sinaptico che conforma una

scheggia “metallica” di una roccia silicea in un edificio complesso in grado di rispondere alle istanze

poste dal committente ed allo stesso tempo a quelle poste dall’appartenenza al suolo di CàPozzi.

Gli edifici hanno un corpo di fabbrica che si con_forma e de_forma nel cercare affacci, luci, spazi tra gli

alberi .

L’orientamento del corpo di fabbrica, primo atto dell’ “architettore” connota la “genetica” dell’edificio :

- edifici sono orientati secondo l’asse eliotermico est-ovest con due ingressi distinti ; a nord l’ingresso

carrabile (con accesso alla parte interrata ), a sud l’ingresso pedonale (con tutta la parte esterna

dell’edificio)

- gli spazi interni sono orientati in modo da poter avere gli spazi principali affacciati a su e gli spazi di

servizio sul lato nord;

- l’ingresso della luce differenziata;

- la scalabilità delle soluzioni proposte avviene attraverso una crescita progressiva lungo l’asse est-ovest

- corrispondenza con alcuni aspetti di bioarchitettura : orientamento, ventilazione naturale, disposizione

prevalente dei letti(nord)

Tipologia/spazio

L’idea è quella di definire uno spazio fluido, un “tessuto” con una serie di elementi

(scaglie) che si autorganizzano attorno al campo degli usi possibili, un corpo/tessuto,

una sorta di abitacolo da “indossare”.

Il tessuto, costituito da una serie di elementi scagliformi, è l’argomento compositivo

principale, esso è composto da partizioni/contenimento flessibili che organizzano gli spazi

strutturati per fasce funzionali .

La strategia compositiva si articola secondo una serie sequenziale di punti :

1_volume – il concetto consolidato di volume viene messo in crisi nella sua visione

monolitica a favore di una visione disarticolata delle parti; un organismo, un corpo.

2_superficie – la “pelle” è l’elemento che con.tiene il corpo prima descritto

3_ superficie a spessore – la pelle da semplice superficie bidimensionale acquista un

suo spessore significativo, una dimensione funzionale ma anche spaziale;

In questo campo, appena descritto, il concetto classico di tipo/tipologia appare subito

inadeguato a descrivere spazi più simili alla configurazione di spore (scaglie) in un

campo magnetico (campo degli usi possibili) che alla fissità di una qualsivoglia

conformazione.

L’organizzazione dello spazio è per campi/aree : _area collettiva (servizi, soggiorno,

studio/ufficio, studio/terrazzo, ecc) _area ludica (patio, palestra, solarium,musica,

biblioteca, ecc ) _ aree individuali (abitacoli individuali).

Le aree tematiche occupano lo spazio secondo uno schema a crescita variabile sia in

funzione della variabile tempo che in funzione dei gruppi differenziati di utenza.

L’abitare è un’azione fortemente orientata sull’utenza, un’utenza plurima, in continua

modificazione che costantemente “plasma” il proprio abitacolo, un abitacolo utensile che

assume forma/uso.

La scommessa è quella di pensare uno spazio non gerarchicamente strutturato la cui

flessibilità organizzativa si interfacci con i possibili usi molteplici di altrettanti molteplici

utenti.

Alcune parole chiave :

_utenza (differenziata);

_inclusione (di spazi nuovi); questo aspetto porta da un lato a riflettere sulla possibilità di

avere degli spazi lavorativi ricompresi all’interno dell’abitazione (telelavoro, home office,

ecc..) e da un altro a considerare il contrarsi del tempo dedicato al lavoro a favore del

tempo libero.

In quest’ultimo caso l’abitazione trasforma (anche in maniera temporanea) alcuni dei suoi

spazi consueti in spazi polivalenti dedicati alla leisure (palestra, solarium, sala gioco,

sala ascolto musica, ecc…).

_flessibilità; per rispondere in maniera diversificata ad una domanda di alloggi “on

demand” (fortemente personalizzati e flessibili dalle configurazioni multiple, quasi come

un’automobile contemporanea). Ogni unità abitativa (come in un organismo vivente),

tende a conformarsi nelle forme che consentano un equilibrio delle parti includendo il

maggior spazio aperto possibile.

_interno/esterno; Il volume architettonico viene aperto con ampi squarci sul paesaggio

circostante; non vi è soluzione di continuità tra la sistemazione del suolo (le aree esterne

attrezzate) e l’edificio; il tutto costituisce un continuum di parti verdi in cui naturale ed

artificiale si con fondono.