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CASA L

Progetto:   Giovanni Vaccarini

Cronologia:   progetto: 2009; realizzazione: 2009/2010

Impresa esecutrice:   D'Eugenio costruzioni

Collaboratori:   Attilio Mauri, Maria Josè Loffredo

Committente:  Privato

Località:   Giulianova (TE)

 

1+1+1= 5

L’intervento è su un edificio esistente con due piani fuori terra posto all’interno di un piccolo parco privato; un’operazione di addizione e rimodellamento, in cui il risultato finale non è dato esclusivamente dalla somma delle parti, ma dalla loro capacità di moltiplicatori; moltiplicatori dello spazio, delle configurazioni/fruizioni possibili, delle relazioni che le parti intessono tra loro e con lo spazio aperto circostante.

L’idea parte dalla convinzione che il progetto non possa essere circoscritto esclusivamente alla parte volumetrizzata, ma, che coinvolga necessariamente gli spazi aperti ed interstiziali; un progetto di paesaggio.

Il progetto con un fare “organico” tenta un processo di riappropriazione degli spazi interstiziali con “infiltrazioni” di componenti ibride a metà tra elementi architettonici e paesaggistici : il grande “pontile”/terrazzo diventa l’elemento di mediazione principale tra l’interno e l’esterno, una sorta di “casa sull’albero” di infantile memoria .

Negli occhi di chi progetta corrono le immagini dell’eremo dannunziano e dei “trabocchi” della costa adriatica, macchine da pesca poste sulla costa tra terra ed acqua; macchine filiformi che dalla costa si protendono verso il mare a cercare il largo, il paesaggio.

Le fascinazioni di queste architetture spontanee stanno nel loro essere organismi, macchine; delle macchine posseggono la scheletrica struttura meccanica, l’essenzialità del “meccanismo”, elementi mutuati dalle abilità, all’intreccio dei pescatori/agricoltori che le hanno costruite; dell’architettura posseggono la capacità di conformare spazi, spazi definiti con elementi minimi, cornici che inquadrano paesaggi.

Con le stesse strategie insediative l’edificio è pensato come una macchina per catturare il parco circostante ed introiettarlo nello spazio interno: pareti vetrate, corpi in aggetto infilati tra gli alberi, apertura delle partizioni interne.

Elementi minimi, strutture leggere che si sovrappongono o accostano all’originario edificio.

Tutte le addizioni sono pensate come elementi riconoscibili rispetto all’edificio originario; distinti per materiale (metallo_ tetto, terrazzo/pontile,ecc; legno_ percorsi esterni, dependance, ecc) e forme.

L’intreccio è l’argomento compositivo principale: lame di acciaio si annodano nella struttura del pontile/terrazzo; sequenze di legno lamellare disegnano l’open space dell’ultimo livello; la pavimentazione in legno (cumarù) dei camminamenti esterni si piega e diventa il disegno del volume della dependance.