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LABORATORI RACOTEK
Bellante (TE)

Progetto:  Giovanni Vaccarini

Consulente:  Pierantonio Cascioli

Cronologia:    Progetto: 1999 Realizzazione: 1999/2000

Impresa esecutrice:  Piccioni Antonio

Collaboratori:  Alberto Cascioli, Alessandro Tucci

Committente:  Racotek srl

Località:  Bellante (TE)

Il progetto è insediato in un lotto di 1400 mq ed è situato a Bellante lungo l’asse di collegamento Teramo-Giulianova, nella parte dell’Abruzzo a confine con le Marche. La società Racotek, concessionaria del marchio di sigillanti Dow Corning, nell’insediare il suo nodo di distribuzione per il centro Italia, ha richiesto al progettista non solo la costruzione degli spazi necessari all’attività di stoccaggio, confezione e spedizione, ma anche la definizione di un’immagine architettonica che contraddistingua il loro marchio.
L’insediamento nel sito è improntato ad una forte identità formale che tenti di dialogare, riproponendone geometrie ed allineamenti, con un territorio ibrido tra la condizione urbana e quella suburbana/agricola. L’adiacenza ad una importante asta di collegamento viario e l’esposizione principale dell’edificio (est-ovest), sono due delle istanze che maggiormente hanno informato tutto il progetto definendone le scelte organizzative e formali.
L’edificio è organizzato per “fasce” funzionali che ne disegnano sia l’organizzazione planimetrica e sia il disegno dei prospetti, definendo parti matericamente e volumetricamente riconoscibili:
- fascia amministrativa-gestionale
- fascia movimentazione merci
- fascia produttiva.
La fascia produttiva, che rappresenta la parte di maggiore estensione è costituita da un alto basamento murario sormontato da un sistema di lamelle che disegnano una sorta di “squame” metalliche schermanti una parete di circa cinque metri, interamente in policarbonato.
La copertura dell’unità produttiva è disegnata con un impluvio asimmetrico che sul lato sud sbalza con una accentuata pensilina in cemento faccia a vista. Il volume est dell’edificio, la parte gestionale/amministrativa, è rivestito con un involucro, una parete ventilata in cotto montato a secco su di una sottostruttura metallica. Il più tradizionale dei materiali, dunque, viene sottoposto ad una vera e propria operazione di manipolazione, in cui lo stesso pezzo viene montato in posizioni e passi molteplici, in modo da formare una “pelle” di facciata che si presenta di volta in volta parzialmente chiusa (come nelle pareti continue) o parzialmente aperta a costituire un sistema frangisole. Il materiale è un laterizio trafilato delle dimensioni 5 X15 X 50/45cm. Il sistema di ancoraggio, è costituito da una serie di guide metalliche di raccordo con la tamponatura di chiusura e da un sistema di tenuta che si innesta nei tre fori laterali del cotto. La composizione di queste superfici complesse costringe, inoltre, ad una ulteriore riflessione rispetto al valore figurativo di una superficie così fatta; da un lato, infatti, il riferimento primario è la cortina muraria classica, in cui l’elemento singolo, il mattone, è matericamente solidale al pezzo contiguo, dall’altro, nelle superfici in laterizio montate a secco, giuntate e tenute attraverso una struttura secondaria in metallo, è proprio la disgiunzione degli elementi a costituire l’argomento compositivo principale, ovvero il fattore su cui lavorare per conferire unicità ed espressività. La realizzazione di questo edificio complesso ha offerto allo studio la possibilità di verificare la maturità della propria ricerca progettuale, mettendo in opera conoscenze e capacità progettuali maturate nelle esperienze precedenti.